Lea Pellegrino 03 marzo 2013


Danni da mancato recapito della corrispondenza


Responsabilità contrattuale dell'ente gestore poste.


” La raccomandata non pervenuta, solo per la negligenza e l’incuria del portalettere (per cui il mancato recapito della missiva legale stessa), può essere “inquadrata giuridicamente” nella disciplina normativa del codice civile in materia di “responsabilità contrattuale“.

E’ ciò che ha stabilito la Suprema Corte, a sezioni unite, in una sentenza del 2004 (la n. 15559) in cui, il gestore del servizio postale è stato ritenuto pienamente responsabile per il mancato recapito di corrispondenza anche se ordinaria, non assicurata, o raccomandata, a meno che lo stesso non  avrebbe provato che l’inadempimento sia stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa ad esso non imputabile, ed è stato, pertanto, condannato al risarcimento del danno prevedibile derivato dal mancato recapito.

La Corte di Cassazione, in verità, ha spesso ritenuto che il consumatore, che si rivolga a Poste Italiane,implicitamente, dichiari di accettare in capo a sé il rischio del ritardo o mancata consegna.

Non di rado i Giudici hanno corredato tale affermazione sottolineando come esistano altri più sicuri sistemi di trasmissione di plichi, lettere e raccomandate, che il consumatore potrebbe utilizzare per godere di un maggior grado di sicurezza.

Recentemente, però, rivedendo tale posizione, la giurisprudenza si è orientata verso un riconoscimento della responsabilità dell’Ente.

Mutata, infatti, la natura pubblica dell’Ente Poste, non vi dovrebbe più essere ragione di prevedere una esclusione di responsabilità dello stesso ente, di fatto privilegiandolo,  in regime di concorrenza nel libero mercato, nei confronti degli altri vettori espressi.

 




Articoli correlati





Commenta l'articolo

*