Lea Pellegrino 05 marzo 2013


L’indennità di comunicazione


Contributo per i soggetti con problemi uditivi.


Indennità sordomuti
Il contributo o indennità di comunicazione spetta, ai sensi dell’art. 4 della L. 508/88 e della L. 104/92, ai soggetti che vengono riconosciuti sordi.
L’articolo 1 della Legge 20 febbraio 2006, n. 95 ha stabilito che in tutte tutte le disposizioni legislative vigenti, il termine «sordomuto» è sostituito con l’espressione «sordo», modificando la precedente definizione di «sordomuto». Nello specifico è stato sostituito l’articolo 1, comma 2 della Legge 26 maggio 1970, n. 381.

 

Non sono previsti requisiti d’età , è sufficiente essere cittadini italiani o titolari di carta di soggiorno.

 

I criteri di concessione sono diversi a seconda se il richiedente è maggiorenne o minorenne dagli 12 anni in poi, oppure minore di 12 anni e sono correlati al grado di ipoacusia accertata (Decreto Ministeriale 5 febbraio 1992).

 

Non sono previsti, nemmeno, dei limiti reddituali.

 

Essa però è stata dichiarata incompatibile con l’indennità di frequenza, mentre è cumulabile con l’indennità di accompagnamento.

 

Inoltre, tale ‘indennità non è incompatibile con la titolarità di una patente di guida ne, con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o autonoma.

 

L’indennità di comunicazione è cumulabile, però, con l’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili e ai ciechi civili.

 

Spetta anche nel caso di ricovero in istituto.

 




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