Lea Pellegrino 12 gennaio 2014


Il diritto di attribuzione del cognome materno


Una condanna all'Italia che arriva da Strasburgo.


E’ un diritto dei genitori poter dare ai figli solamente il cognome della madre.

Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo (Corte Europea Diritti dell’Uomo , sez. XII, sentenza 07.01.2014 n° 77/07), che ha invitato l’Italia a riformare le sue leggi in merito, stante la violazione delle norme sui diritti (art.li 8-diritto al rispetto per la privacy della vita di famiglia e  14-che proibisce le discriminazioni CEDU )

Nel 2012 (DPR del 13 marzo 2012, n. 54), una svolta va nella direzione dell’aggiunta (solo in caso di accordo dei genitori)  del cognome materno a quello del padre, ma non della sostituzione.

Ma oggi, i giudici di Strasburgo nella loro sentenza sottolineano che, tale possibilità di ‘aggiunta’ non è sufficiente a garantire l’eguaglianza tra coniugi.

Sta di fatto che la sentenza della Corte di Strasburgo garantisce alla coppia solo un risarcimento ma, non l’effettiva attribuzione del cognome materno al bambino.

Però, l’inesistenza di una deroga che consenta, qualora la coppia lo desideri, di trasmettere il nome materno, mette, comunque, l’Italia in una posizione di irregolarità rispetto ai diritti sanciti dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

Il giudice italiano, forte della sentenza di Strasburgo, potrebbe solo sollevare il problema innanzi la Corte Costituzionale che, potrebbe limitarsi ad invitare  il legislatore ad intervenire per permettere la trasmissione del cognome materno.




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