Admin 20 maggio 2011


Adozioni: istruzioni per l’uso


Cenni sulle adozioni internazionali


L’adozione è un istituto giuridico atto a garantire, ad un minore in grave stato di abbandono o di maltrattamento, il diritto a vivere serenamente all’interno di una famiglia diversa da quella biologica. Tramite essa il minore adottato, assume lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali porta anche il cognome». (ex art. 27 della legge 4 maggio 1983, n. 184 ).

L’adozione può esplicarsi sul territorio nazionale ovvero,  presso uno stato estero aderente alla Convenzione dell’Aja per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale oppure, con un paese col quale l’Italia abbia stabilito un patto bilaterale in materia di adozione. L’utilizzo di una procedura esclude l’adempimento dell’altra. In alcuni casi, però, il Tribunale per i minorenni competente potrebbe anche permettere alla coppia di concludere l’adozione con entrambe le procedure. La differenza tra le due procedure sta nel fatto che in quella internazionale, l’attore imperante è l’autorità del paese straniero del minore, rispetto al quale operano gli Enti Autorizzati, che svolgono una doppia funzione: quella di fornitore servizi alla coppia che intende adottare e quella di garante dell’applicazione delle disposizioni dell’autorità estera in Italia. Il percorso adottivo avviene in diverse fasi, studiate per rendere più corti i tempi di attesa (preparazione ed invio documenti, cura della pratica all’estero, adempimenti legali post adozione presso Tribunale per i Minorenni, Commissione Adozioni etc).

I requisiti fondamentali sono stabiliti dalla legge italiana (limiti di età idoneità, etc). I momenti formativi più importanti sono i colloqui personali e la partecipazione ai corsi informativi-formativi. A sostegno della coppia, per risolvere eventuali problemi di inserimento del bambino,  esiste la possibilità di richiedere l’aiuto degli psicologi e degli assistenti sociali.




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