Lea Pellegrino 05 marzo 2013


L’indennità di frequenza


L'indennità per il recupero di minori disabili.


 

Indennità recupero minori disabili

Qualora  la famiglia sia costretta a sostenere spese legate alla frequenza di una scuola (pubblica o privata) o di un centro specializzato per terapie o riabilitazione, la legge riconosce in capo a questa un beneficio economico chiamato Indennità di frequenza.

Essa è stata definita così perchè, la concessione dell’indennità è subordinata alla frequenza di centri ambulatoriali o di centri diurni anche di tipo semi-residenziali, pubblici o privati, purché operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione e nel recupero di persone disabili, frequenza di scuole, pubbliche o private, di ogni ordine o grado, a partire dall’asilo nido e frequenza di centri di formazione o addestramento professionale finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti.

Tale contributo è stato istituito con la Legge 11 ottobre 1990, n. 289, al fine di fornire un sostegno al reddito delle famiglie dei minori portatori di handicap.

Ovviamente, al fine di beneficiare di tale aiuto è necessario che i richiedenti si trovino in “stato di bisogno economico”.

E’ necessario che, in sede di visita medica, svolta presso la commissione medica dell’ASL, deve riconoscersi una difficoltà persistente a svolgere i compiti e funzioni caratteristici dell’ età che presenta il soggetto.
La misura dell’indennità, concessa solo ai minori di anni 18,  è stata uniformata a quella dell’assegno mensile di assistenza che spetta agli invalidi civili parziali, ma a differenza di questa, non è prevista la 23° mensilità.



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