Lea Pellegrino 28 maggio 2011


L’attraversamento pedonale


Il pedone ha sempre ragione?


L’attraversamento frettoloso ed “a testa bassa”, del pedone, non costituisce una colpa, a carico dello stesso, qualora si verifichi un’investimento da parte di un veicolo, nel caso in cui il pedone si trovi sull’attraversamento preposto..

Infatti, in una recente sentenza (Cass. Sez. III n. 20949/2009) la Suprema Corte ha riconosciuto in capo al pedone, che attraversa la strada sulle strisce, un diritto assoluto di precedenza, precisando che, l’ipotesi del concorso di colpa del pedone, ai sensi dell’art. 2054 c.c., ha un carattere del tutto eccezionale,  ravvisandosi solo nel caso in cui il pedone abbia tenuto una condotta assolutamente imprevedibile e straordinaria che abbia indotto l’automobilista all’investimento malgrado l’adozione di ogni accorgimento prudenziale (esempio, quando il pedone tenga una condotta imprevedibile ed anormale, apparendo all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, e che rispetti,  durante la sua corsa, tutte le norme dettate in te,ma di circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza).

La Corte, nella predetta sentenza, elabora un principio innovativo rispetto a quelli che rappresentano i precedenti giurisprudenziali, escludendo che costituisca un fatto straordinario ed imprevedibile l’attraversamento frettoloso ed “a testa bassa”. Ciò non fa altro che ribadire il diritto di precedenza del pedone, che in forza di tale considerazione, assume maggior rigore in caso di attraversamento sulle strisce, onerando l’automobilista ad adottare la giusta condotta (questi, deve valutare idoneamente la presenza di un pedone in prossimità dell’attraversamento, il quale mostri un comportamento che lasci presumere che stia per avvalersi del strisce pedonali).

A tal riguardo, la S.C., ha osservato, inoltre, che l’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo, quale che sia la gravità della colpa, non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che, l’investitore, vinca la presunzione di colpa posta a suo carico ex art. 2054, 1° comma, c.c., e dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Rimane confermato, il principio secondo cui, se il pedone si trova sul marciapiede e rimane in erte, non incombe sull’automobilista alcun obbligo di fermarsi e concedere la precedenza, ma solo quello di rallentare in prossimità dell’ attraversamento, fino a fermarsi (al fine di dare piena attuazione agli articoli 190 e 141 del Codice della Strada), e mantenendo una condotta ancora più prudente in caso di non piena visibilità.




Articoli correlati





Commenta l'articolo

*