Lea Pellegrino 30 maggio 2011


Le mansioni superiori nel pubblico impiego contrattualizzato


Esercizio di poteri superiori ed assunzioni di responsabilità.


Posto che, secondo una precisa scelta legislativa della Corte costituzionale (che  ha ritenuto l’adozione di moduli privatistici dell’azione amministrativa, conforme al principio di buon andamento di cui all’art. 97 Cost., -sentenze n. 275 del 2001 e 11 del 2002, l’impiegato cui sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori, ha diritto, in conformità alla giurisprudenza della Corte costituzionale (tra le altre, sentenze n. 908 del 1988; n. 57 del 1989; n. 236 del 1992; n. 296 del 1990), ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ai sensi dell’art. 36 Cost., “sempre che le mansioni superiori assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza”, e sempre che in, “relazione all’attività spiegata, siano stati esercitati i poteri ed assunte le responsabilità correlate a dette superiori mansioni.” (Cass. Sez. U n. 25837 del 11/12/2007).

Infatti, il mantenere da parte della pubblica amministrazione l’impiegato a mansioni superiori, oltre i limiti prefissati per legge, determina una mera illegalità, che però, non priva il lavoro prestato della tutela collegata al rapporto (ai sensi dell’art. 2126 c.c.)




Articoli correlati





Leggi i commenti

Una risposta to “Le mansioni superiori nel pubblico impiego contrattualizzato”

  1. Alessandro scrive:

    A me invece sembra che il riconoscimento di mansioni superiori esista ormai solamente ipoteticamente.
    Leggo di sentenze che spesso e volentieri abusano dell’art.97 della costituzione per negare il riconoscimento delle mansioni superiori.
    Come se non bastasse i sindacati hanno dato un grande contributo con la firma del C.C.N.L. 2006-2009, almeno per il reparto Ministeri, in quanto da una sua lettura del C.C.N.L. deduco che le mansioni sono state distribuite sull’area e non sul profilo di modo che un ex C1 possa effettuare mansioni di un ex C3 super e ma senza che gli venga riconosciuta la qualifica superiore;.
    A pag. 24 del contratto C.C.N.L. leggo:


    6. I passaggi alle fasce retributive successive a quella iniziale avvengono sulla base dei seguenti criteri e principi di meritocrazia:
    a) esperienza professionale maturata;
    b) titoli di studio, culturali e pubblicazioni …
    c) percorsi formativi con esame finale …
    7… Con particolare riferimento all’esperienza professionale occorre, altresì, evitare di considerare la mera anzianità di servizio ed altri riconoscimenti puramente formali, nell’ottica di valorizzare le capacità reali dei dipendenti, selezionati in base alle loro effettive conoscenze e a quello che gli stessi sono in grado di fare.

    Tuttavia poi la contrattazione indica rigidamente nello specifico che cosa concorre all’esperienza professionale maturata e non vengono mai presi in considerazioni i manufatti, risultati o obiettivi conseguiti.
    Io ad esempio pur essendo stato assunto e inquadrabile in un ex C1 (ora F1) ho realizzato lavori nel periodo 2007-2011 che per loro natura prevedevano un profilo di ex C3 (ora F4), ma oggi con il CCNL 2006-2009 non è chiaro se mi verrà riconosciuto il trattamento economico superiore.

Commenta l'articolo

*