Lea Pellegrino 13 febbraio 2014


Responsabilità medica e omicidio colposo


Il mancato approfondimento diagnostico causa del decesso del paziente.


 

La Suprema Corte (Cass. Pen. n. 47904/13)  ha stabilito che il mancato accertamento diagnostico,  in presenza di sintomatologia sospetta, che determini il decesso del paziente, è da considerare omicidio colposo, oltre che imporrebbe il risarcimento dei danni in sede civile.

Infatti, il sanitario che non dispone doverosi approfondimenti diagnostici ricorre in colpa grave in presenza di sintomi che possano essere prodromi di altre patologie (cioè, qualora da  essi è possibile riscontrare affezioni in atto).

La colpa grave, richiamata dall‘art. 2236 c.c., si riscontra nell’errore inescusabile, che trova origine o nella mancata applicazione delle cognizioni generali e fondamentali, attinenti alla professione o nel difetto di quel minimo di abilità e perizia tecnica nell’uso dei mezzi manuali o strumentali adoperati nell’atto operatorio, e che il medico deve essere sicuro di poter adoperare correttamente o, infine, nella mancanza di prudenza o diligenza che non devono mai difettare in chi esercita la professione sanitaria (Cass. 4 sent. 14446 del 6.11.90 rv. 185685). Per colpa grave si intende, più specificatamente, il compimento da parte del medico di un errore grossolano, dovuto specialmente alla violazione delle regole fondamentali e dalla mancata adozione degli strumenti, e quindi delle conoscenze che rientrano nel patrimonio del medico.

Inoltre, si considera che la condotta, così tenuta, si collochi fuori dalle linee guida per cui, ciò escluderebbe l’applicazione della normativa che consente l’esonero da responsabilità nei casi di colpa lieve.

Per completezza di esposizione si precisa che, il medico risponde per colpa lieve, ai sensi dell’art. 1176 c.c., ove di fronte ad un caso ordinario non abbia osservato, per l’inadeguatezza od incompletezza nella preparazione professionale, ovvero per omissione della media diligenza, quelle regole precise che siano acquisite per comune consenso e consolidata sperimentazione, alla scienza ed alla pratica e quindi costituiscono il corredo del professionista che si dedichi ad un determinato settore della medicina.

 




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