Lea Pellegrino 29 dicembre 2013


Violenza sessuale sui minori


Configurabilità del reato in assenza di contatto fisico.


La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione (sentenza n. 31290/13) stabilisce la configurabilità de reato di violenza sessuale su minore, qualora sia accertata  l’ idoneità ed univocità del comportamento a determinare la invasione della sfera corporea delle vittime, attraverso un giudizio ex ante in relazione al caso concreto.

Infatti, è necessario che vengano messi in atto comportamenti concludenti (il tenore non equivoco delle frasi pronunciate, ma anche dal fatto che gli inviti a consumare gli atti sessuali sono stati accompagnati dalla indicazione di luoghi di consumazione in grado di garantire una sfera di intimità, quali la casa,l’ ascensore il  parco, etc.) e di particolare invasività della condotta, che producano  un vero e proprio “accerchiamento” della vittima,  idonei alla costrizione ovvero, a carpire il consenso agli atti sessuali invocati.

D’altra parte  la nozione di “atti sessuali”, cui fa riferimento l’art. 609 bis c.p., nasce dalla somma delle due nozioni di congiunzione carnale e di atti di libidine (che la legislazione previgente considerava e disciplinava separatamente).

Per cui, non può non comportare un coinvolgimento della corporeità sessuale della persona offesa (cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 2941 del 28/09/1999)




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