Lea Pellegrino 01 agosto 2011


Il biotestamento


Documento orientativo o volontà inviolabili del malato terminale?


Il Testamento biologico, detto anche biotestamento, consiste in una dichiarazione nella quale sono espresse della volontà (operata da parte di una persona in condizioni di lucidità mentale), in merito alle terapie che intende o non intende affrontare, nel caso in cui dovesse trovarsi nella condizione (per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti) tale per cui, il soggetto non sia più in grado di intendere e di volere, al fine di  esprimere il proprio diritto di accettazione o rifiuto delle cure permanenti, da attuarsi mediante macchine o sistemi artificiali.

Tali disposizioni costituiscono un atto vincolante per gli operatori sanitari quando non siano in contrasto con la deontologia professionale e con i prognostici risultati di cura.

In merito al “consenso informato”, il nostro legislatore si è preoccupato di fissare in una legge (ritenuta da alcuni “segno di laicità adulta” e da altri, invece, “legge incostituzionale”) i punti cardini di questa nuova figura giuridica, che ha tenuto accesi gli animi.

Approvata alla Camera, a voto segreto, la proposta di legge contiene disposizioni in merito alla possibilità di disporre in merito alla propria vita.

Prima di tutto, le prescrizione hanno valenza solo nei confronti per chi si trova in stato vegetativo con «accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale».

Il testo, più che «volontà», considera alla stregua di semplici «orientamenti», le scelte che si potranno esprimere. Esse potranno avere ad oggetto solo i  trattamenti da porre in essere, (consistenti, solo, in quelli «terapeutici», escludendo quelli «sanitari») negando la possibilità di indicare quelli a cui non ci si vuole sottoporre.

E’ sancito, inoltre, il divieto di rifiutare alimentazione e idratazione artificiali; esse potranno essere interrotte solo nel caso in cui, le stesse, non costituiscano più,  per i malati terminali, efficaci trattamenti volti a fornire fonti nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo.

È prevista la figura di un fiduciario.

Le disposizioni, sottoscritte con firma autografa,che saranno valide per 5 anni rinnovabili, non risultano vincolanti per il medico.

La parola, adesso, passa al Senato, sul quale sono puntati gli occhi non dei soli addetti ai lavori




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