Lea Pellegrino 21 maggio 2011


Oneri per l’apertura di una successione


Tra passività deducibili e base imponibile; la documentazione da presentare all'Ufficio dell'Entrate.


La dichiarazione di successione deve essere presentata (a mano o spedita a mezzo raccomandata), entro 12 mesi dal decesso del de cuis, all’Ufficio delle Entrate della circoscrizione di residenza del defunto.

La dichiarazione, alla quale deve essere allegata apposita documentazione (certificato di morte, stato di famiglia, le notizie catastali degli eventuali immobili oggetto di successione, etc), deve essere redatta su di uno stampato ad hoc che. lo stesso Ufficio delle Entrate, fornisce. Essa deve essere sottoscritta, pena nullità, da uno di quei soggetti onerati dalla legge (i successibili a titolo di erede, i legatari, i curatori dell’eredità, gli esecutori testamentari)i quali sono obbligati alla presentazione della stessa.

Dal cespite ereditario devono essere sottratte le così dette “passività deducibili” cioè, i debiti del defunto, le spese mediche sostenute dagli eredi negli ultimi 6 mesi  e spese funerarie. Tale calcolo determinerà la base imponibile (cioè la quota di eredità spettante a ciascun erede)sulla quale verrà applicata una determinata aliquota. La base imponibile delle singole quote ereditarie è calcolata al netto della franchigia applicata.

Se il contribuente si accorge di aver commesso errori, la rettifica può avvenire anche dopo il termine di 12 mesi, ma ,prima che l’Ufficio dell’Entrate abbia notificato la maggiorazione dell’imposta. Se invece, dopo la presentazione della dichiarazione si verificano dei cambiamenti nella devoluzione dell’eredità (scoperta di un testamento orografo, scoperta di un bene immobile appartenente al de cuius, ovvero, emissione di un’assegno intestato al defunto dopo la sua morte, a titolo di rimborso di una somma dovuta), è possibile ed obbligatorio, presentare una dichiarazione integrativa entro il termine di 12 mesi dalla scoperta.




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